Chiara Ferragni: il proscioglimento giudiziario non cancella la frattura del modello influencer

Il Tribunale di Milano ha prosciolto Chiara Ferragni nel procedimento abbreviato legato al caso del Pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi. Dal punto di vista giudiziario, il capitolo del cosiddetto “Pandoro Gate” si chiude qui, con una riqualificazione del reato e il ritiro della querela.

Dal punto di vista del mercato, però, la storia è molto diversa.
Perché nel frattempo il mondo che aveva reso Ferragni l’influencer italiana per eccellenza è cambiato profondamente.

Quando numeri e credibilità smettono di alimentarsi a vicenda

Per oltre un decennio Chiara Ferragni ha rappresentato il modello dominante dell’influencer marketing. Un modello fondato su un equilibrio preciso: grandi numeri, forte esposizione mediatica e una relazione percepita come diretta e autentica tra persona, brand e community.

Il valore economico non nasceva solo dalla visibilità, ma dalla fiducia.
Una fiducia che trasformava l’audience in potere di mercato.

Ed è proprio questo meccanismo che si è incrinato. Il Pandoro Gate non è stato solo un caso legale, ma una frattura reputazionale: il momento in cui quella relazione di fiducia è stata messa in discussione da una comunicazione percepita come ambigua. Non tanto per l’operazione in sé, quanto per il modo in cui è stata raccontata.

Un caso individuale che accelera un cambiamento sistemico

La caduta di Ferragni non ha colpito solo un personaggio pubblico. Ha accelerato una riflessione che il mercato stava già affrontando: quanto è sostenibile un modello basato su grandi volti, endorsement personali e un confine spesso labile tra narrazione e pubblicità?

Non a caso, dopo l’esplosione del caso, l’intervento regolatorio si è rafforzato.
Agcom ha aggiornato la Digital Chart e introdotto un nuovo Codice di condotta, riportando l’influencer marketing dentro un perimetro sempre più chiaro di comunicazione commerciale, con obblighi di trasparenza, responsabilità e corretta segnalazione dei contenuti sponsorizzati.

La direzione è evidente: l’influencer marketing sta uscendo dalla sua fase più spontanea e poco strutturata per avvicinarsi a un vero comparto dei media, regolato con logiche simili a quelle della televisione, della stampa e dell’advertising digitale.

Dall’influencer al creator: quando l’algoritmo conta più della fedeltà

Parallelamente, è cambiato anche l’ecosistema delle piattaforme.
L’ascesa di TikTok e l’evoluzione dei social verso modelli di intrattenimento video hanno rotto il patto classico su cui si fondava l’influenza personale: non seguo più te, consumo ciò che funziona.

In questo contesto, il ruolo dominante delle grandi celebrity digitali è stato progressivamente ridimensionato. Profili con milioni di follower – spesso anche gonfiati da audience poco qualificate – sono stati affiancati e in molti casi superati da creator capaci di produrre contenuti performanti all’interno delle logiche algoritmiche.

Il valore non è più nella persona in sé, ma nel contenuto che riesce a circolare.

I brand non investono meno, investono diverso

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i brand non hanno ridotto gli investimenti. Nel 2025 la spesa delle aziende italiane in questo ambito è cresciuta, superando i 380 milioni di euro. Quello che è cambiato è l’approccio.
Non più “metto il mio prodotto addosso a una persona famosa”, ma costruisco un ecosistema di voci, format e talenti capaci di funzionare dentro i flussi delle piattaforme.
Per questo, tra gli addetti ai lavori, l’espressione influencer marketing suona sempre meno attuale. Sempre più spesso si parla di creator strategy.

Un ritorno possibile, ma non allo stesso punto

All’uscita dal tribunale, Chiara Ferragni ha ringraziato i suoi follower. Un gesto simbolico, quasi un tentativo di riannodare il filo con la community originaria. Ma la domanda resta aperta: quel filo esiste ancora nello stesso modo?

In un mondo in cui l’algoritmo ha sostituito la fedeltà e in cui l’influencer è diventato creator, il proscioglimento giudiziario può segnare l’inizio di una nuova fase per l’imprenditrice digitale più famosa d’Italia.
Ma difficilmente rappresenterà un ritorno al modello che l’ha resa tale.

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